GUIDA

Come si calcola il codice fiscale

I 16 caratteri seguono regole precise. Ecco come leggerle senza confondere il calcolo teorico con l’attribuzione ufficiale.

La struttura in breve

Le prime tre lettere derivano dal cognome e le successive tre dal nome. Seguono due cifre per l’anno, una lettera per il mese, due cifre per giorno e sesso anagrafico, quattro caratteri per il luogo di nascita e infine il carattere di controllo.

Per il cognome si prendono prima le consonanti, poi le vocali e, se non bastano, si aggiunge X. Il nome segue una regola particolare: con quattro o più consonanti si usano la prima, la terza e la quarta.

Esempio sintetico: “Rossi” produce RSS; “Mario” produce MRA.

Data e luogo

L?anno ? scritto con le ultime due cifre. I mesi seguono le lettere A, B, C, D, E, H, L, M, P, R, S, T. Per il giorno si usano due cifre; nella codifica femminile si aggiunge 40.

Il luogo usa un codice di quattro caratteri del comune italiano, valido alla data di nascita. I comuni soppressi o rinominati richiedono una verifica storica.

Controllo e attribuzione

L’ultimo carattere deriva dai primi quindici con una tabella diversa per posizioni pari e dispari. Un codice così formato è un codice teorico. Se più persone avrebbero lo stesso codice, l’autorità può attribuire una variante per omocodia.

Per la verifica dei dati registrati usa il servizio dell’Agenzia delle Entrate.

Approfondisci